Giotti

La storia più antica ...

Il nobile rione dei Giotti è il più vecchio della città; fonti storiche fanno risalire la sua origine al V secolo. L'etimologia del nome è controversa; fino a poco tempo fa si riteneva che derivasse dai Goti cheposero l'accampamento nei confini del rione. Recentemente si è ipotizzato che derivi dal termine dialettale ghiutti (ghiotti) per via delle numerose taverne che vi si trovavano. La contrada è la più piccola di territorio ma ha un buon gruppo di giovani molto attivi. Il Giotti ha il privilegio di aver cercato, in collaborazione con il Contrastanga, di aver creato per primo dei nuovi momenti di aggregazione fuori della Quintana. In particolare si ricorda le feste di carnevale, i riti di accoglienza o investitura ogni qual volta che un giottino si sposava con uno "straniero" ecc. La contrada ha inoltre il merito di aver fatto da apripista per le attuali taverne. Per anni la contrada è stat una delle più tranquille della città finchè una sera degli ignoti richiusero tutti i rionali all'interno della sede inchiodando delle assi sulla porta. Da allora la risposta dei giottini non si è fatta attendere e a farne le spese di questa nuova veste sono stati soprattutto i nemici del Croce Bianca.

... e quella recente...

La contrada è forse la più piccola della città. Chiusa nel centro storico a ridosso della Piazza Grande,ha il territorio rionale relativamente piccolo anche se altamente popolato. Per anni è stato un rione molto calmo, si distingueva oltre per aver vinto un solo palio, per l'eleganza degli accostamenti cromatici dei costumi. I giottini si sono sempre fatti carico di usare sempre e solamente alcune particolari tonalità di Celeste, bianco e nero. Questa scelta di mantenere i costumi nelle stesse tonalità permetteva di poter "mascherare" quelli più malandati che nell'insieme non risaltavano. Uno dei personaggi che nei primi anni ha fatto la storia rionale, è sicuramente Don Lurio, come veniva affettuosamente chiamato dai Quintanari Castori, l'umile ed infaticabile lavoratore che con le sue invenzioni riusciva a competere, nell'illuminazione, con i più quotati rioni del Pugilli e dello Spada. Nonostante la bellezza, il rione stentava ad avere nell'interno un numeroso gruppo di giovani, la mancanza dei palii di Giostra non richiamava. La svolta si avrà verso la fine degli anni settanta, quando il consigliere G. Candelori, già guida Scaut, riuscì a coinvolgere alcuni ragazzi che divennero ben presto il richiamo per altri giovani soprattutto per coloro che ne condividevano l'esperienza degli Scaut. Successivamente la contrada ha avuto il pregio d'inserire nella sfilata la Signora A. Cenci, che nel tempo diventerà il sinonimo della Dama ed un modello da imitare. Una fortunata serie di fortunate coincidenze portarono alla contrada altre vittorie di Giostra; l'ingaggio del cavaliere Cino Felici, uno dei pochi cavalieri vincenti all'esordio ed altre situazioni similari porteranno il rione a crescere ulteriormente ed attualmente è una delle contrade più agguerrite.

Alfiere con bandiera rionale

Lo Stemma:

Giglio e croce mauriziana neri in campo bianco ondato di celeste

Corporazioni:

Osti - Orafi - Conciatori

C'è ruggine con:

Badia - Croce Bianca - Spada

Sede:

P.zza Faloci

Taverna:

P.zza Faloci

Nome della taverna:

Locanda del Prete di Rostoviglio

Nome di battaglia Cavaliere:

Animoso

Binomio attuale:

Massimo Gubbini su Baccani

La stanza dei Palii: