Abbadia o Badia deriva dall’abbazia Benedettina posta nella piazza principale, attualmente piazza Garibaldi. Lo stemma della contrada è rappresentato da un guerriero romano a cavallo; l’origine di tale grafia rimane oscura. Secondo una lettura araldica dello stemma, si può dire che rappresenti l'audacia, la generosità, la devozione la difesa della chiesa e la protezione dei deboli; insomma gli ideali della cavalleria. Questa interpretazione stride con i ricordi dello storico Jacobilli che ci tramanda l'aspetto di un rione "Collerico e Manesco". I rionali della contrada erano considerati, fino a qualche tempo fa “le anime nascoste” della giostra. Nel senso che riuscivano a vitalizzare la vigilia della gara con mille trovate che spesso divenivano il “life motiv” della Quintana. A tal proposito va ricordato, fra gli altri, l’anno in cui circolò la voce che nella contrada sarebbe sfilata, come dama, la testimonial di una nota birra e la città accolse il passaggio del rione al canto del jeengles publicitario. I badioli sono inoltre coloro che hanno dato il pretesto per aprire le taverne in maniera continuativa. Furono i primi che ai piatti di fagioli e cotiche affiancarono degli altri più ricercati. La storia della contrada è strettamente legata al vulcanico personaggio di Giampalo Properzi che nel bene o nel male ha permesso al rione di distingursi in momenti in cui il Badia recitava l’ingrato ruolo di Cenerentola. Sarà sua l’iniziativa di rinnovare in toto il parco costumi in tempi in cui la costruzione del costume era demandata al Comitato Centrale che annualmente pagava la costruzione di uno o due costumi nuovi a tutte le contrade. Attualmente la dirigenza rionale ha perso la grinta ed il carisma di Properzi ed è rientrata nella normalità, non senza polemiche.
La contrada del Badia è caratterizzata da rionali vulcanici che riescono a vivacizzare la Giostra. Si racconta che nella seconda edizione pensarono bene di "fare lu lagnu" a Gianlivio Sorbi, vincitore della prima Giostra, al fine di fargli cambiare casacca e ci riuscirono. L'arte di "fare lu lagnu" sarà una costante del rione che in altre due occasioni riusciranno nell'intento di portare nella contrada dei cavalieri vincitori in altre contrade. Si ricorda il passaggio di fabio Cruciani e quello più recente di Lorenzo Paci. Altra caratteristica della contrada è l'allegria che sempre vi è regnata o le geniali trovate. Si racconta che negli anni settanta un "commandos" di Badioli riuscì nella non facile impresa di arrampicarsi sui muri del Palazzo Comunale e di trafugare il grande stendardo, proprietà del Comune, che annuncia la Giostra mettendo in imbarazzo le locali forze di polizia. Altro colpo maestro fu quello di "rapire" tutte le bandiere del Contrastanga e rilasciarle dietro il riscatto di una bruschetta a bandiera. Inoltre la goliardia rionale ha messo a segno molti colpi che rimane difficile da racchiudere in una pagina; va comunque dato atto ai badioli di aver creato il pretesto per l'istituzione della "notte degli scherzi". Vanno pure citate le "provocazioni" come quella di rimuovere la Statua di Garibaldi, dall'omonima piazza per renderle il nome originale seicentesco di Piazza dell'Abbadia.
Alfiere con bandiera rionale

Cavaliere romano a cavallo su campo marrone
Mugnai
Croce Bianca - Pugilli - Contrastanga
via Garibaldi
via San Salvatore Piccolo
Hostaria del Centurione
Ardito