Pugilli deriva da una misura terriera antica che equivaleva a cento piedi. Il rione fu fondato da degli esuli della città di Todi ai quali furono dati dei pugilli, pochi metri, di terra per costruirvi le loro case. Lo stemma della contrada, un’aquila reale in campo bianco, ricorda quello della città vicina. La lettura araldica, ci dice che rappresenta l'autorità, la potenza, il dominio e la sovranità. I puellari sono maestri nell'addobbo e nell'illuminazione rivaleggiando con i vicini nemici dello Spada. La rivalità fra le due contrade trae origine dai confini; fra gli screzi più grandi si ricorda quello del 1953 quando il cavaliere del Pugilli venne apostrofato dagli Spatari, che nel 1952 avevano vinto il palio, di lasciare la giostra per impiccarsi. Probabilmente gli spatari presagivano il risultato finale perchè in quell'occasione il cavaliere Aurelio Ravagli vinse il primo palio della contrada. La contrada è stata la prima a sostituire gli antiquati fusti dei tamburi con le pelli di somaro con quelli di nuova concezione dalle pelli sintetiche. Il gruppo storico dei tamburini ha saputo creare una scuola ed attualmente i puellari sono i migliori nell'uso di questi strumenti. Per anni la contrada ha dovuto essere “fuggiasca”, cioè ha dovuto peregrinare da un luogo ad un’altro non riuscendo mai a trovare un luogo fisso ove porre la taverna e la sede rionale. Recentemente si è riusciti a trovare dei pugilli di territorio ove situare i luoghi di ritrovo rionali.
Nella Quintana "MODERNA" il Pugilli, per anni, ha rappresentato l'addobbo e l'illuminazione (rigorosamente con delle torce di cera). Per combattere l'anonimato i puellari inventarono il primo gruppo di Tamburini che al posto dei vecchi fusti in compensato e dalle pelli di somaro usarono i timpani delle batterie dalle pelli sintetiche. La "scuola Puellara"fu ben presto imitata da altri rioni; fra i primi ad accettare il "nuovo corso" furono i nemici dello Spada che riuscirono pure a portare nelle loro file dei tamburini che negli anni precedenti avevano fatto parte del Pugilli. Il tradimento non poteva passare sottotono e la "vendetta" puellara si materializzò con una spedizione punitiva. Poichè gli Spatari avevano ancora i tamburi con le pelli di somaro, un gruppetto armato di pistole ad acqua con un rapido blitz bagnò tutte le pelli dei tamburi spatari rendendoli inutizzabili per il corteggio. Il debito con la fortuna verrà saldato con il rientro alle gare di Marcello Formica che instaurò un felice momento di vittorie. In quell'occasione la contrada presentò per la prima volta nel corteo gli sbandieratori. Al magico momento ne seguì uno di abulia, con una breve parentesi, risoltasi con l'arrivo del cavaliere Paolo Margasini ed il Cavallo CaGranda, scartato dal rione Giotti perchè ritenuto inadatto. L'uscita di scena di CaGranda e il cambio di rione di Paolo Margasini hanno riportato la contrada ad un ruolo secondario.

Aquila nera su campo bianco
Osti
Giotti - Ammanniti - Spada
Via Mentana
Via Mentana
Taverna dell'Aquila nera
Il Moro