La Mora

La storia più antica ...

Originariamente la "Societas Morae" si estendeva dalla zona della chiesa di San Carlo fino a Piazza San Francesco ed al convento adiacente,poi con il riordino dei confini assorbì il territorio di alcuni rioni soppressi,collocandosi nel "quadrato" delimitato da Piazza della Repubblica (già Piazza Grande),Via Mazzini,Piazza San Domenico e Via Gramsci (già Via della Mora). Il nome e lo stemma della contrada si vogliono far derivare da un albero di gelso (in dialetto mora) presente in una piazza del rione,in realtà l'albero presente nello stemma ha un valore puramente simbolico,e rappresenta la forza e la prudenza. La Mora è,con il Giotti,la contrada più piccola,non avendo sbocchi verso l'esterno della città e nel suo territorio vi sono meno residenti in quanto formato principalmente da numerose dimore nobiliari e palazzi di proprietà comunale che non sono abitati. Il suo cavaliere gareggia con il finto nome di "Generoso",che rispecchia fedelmente il carattere aperto e disponibile del Popolo de La Mora.

... e quella recente...

La contrada si presenta molto aperta ad accogliere nuove persone desiderose di provare l'esperienza quintanara,spesso vi confluiscono abitanti degli altri rioni ed il loro apporto risulta fondamentale. Caso emblematico fù l’arrivo di Mario Santini,residente nello Spada,il cui lungo priorato coincise con le vittorie del 1984 e del 1990.La prima vittoria arrivò nel 1979 dopo ben 33 anni d'attesa,grazie al Priore Alceste Viola (purtroppo recentemente scomparso) ed al cavaliere di Servigliano Emilio Mordente. Il rione è quello che è uscito più disastrato dall’evento sismico del 1997 ma,pur privato della taverna, il gruppo de La Mora senza perdersi d’animo è riuscito con dei gazebo a ricostruire un ambiente caratteristico in Piazza Matteotti,fino al rientro nel 2001 nella usuale taverna di Via Colomba Antonietti,sicuramente una delle più "frizzanti" e frequentate della città.La contrada è una delle più attive ed organizza diversi momenti aggregativi che,soprattutto nel passato,sono stati talvolta scopiazzati per poi cadere nel dimenticatoio: caso emblematico fù quello della giostra dell’esordiente ideata da Mario Santini e poi ripresa dall'Ente qualche anno dopo con la denominazione di "criterium".Recentemente molte nuove iniziative hanno coinvolto il Popolo de La Mora,come la cena nelle vie del rione (a Settembre),il pranzo dei rionali nel giorno della giostra,l'Accademia del Porco (in Gennaio),il Mangia & Impara,l'Accademia della Misticanza che si svolge in Maggio in collaborazione con i rioni Badia e Giotti. Il gruppo de La Mora risulta essere particolarmente sensibile ai vari problemi cittadini tanto che il suo Consiglio Rionale ha deciso già da diversi anni di destinare una parte dell'incasso della taverna in beneficienza. La Mora è la contrada con minore densità di popolazione,è quella che ha dovuto attender il maggior numero di anni prima di vincere il primo palio di Giostra e che nel corso del tempo è "stata" spesso dimenticata dalla dea bendata.Nonostante le molte avversità però,la contrada è cresciuta moltissimo,tanto da divenire una delle più popolose e frequentate.Tale crescita è coincisa con un'elevata competività nelle varie manifestazioni inerenti la Giostra della Quintana,confermata dalle vittorie del gareggiare dei Convivi, del Masgalano per i migliori personaggi nel Corteo Storico (Stefano Falasca e Stefano Innocenzi),del premio per la migliore manifestazione collaterale,del trofeo per la migliore taverna,il primo posto nel torneo di calcetto tra i rioni, sia maschile che femminile.L'aumentata competività non ha però dato i risultati sperati nella Giostra, dove, specialmente nelle ultime edizioni, La Mora si è presentata tra i favoriti senza però riuscire a cogliere i frutti dell'ottimo lavoro svolto dalla scuderia rionale che ha portato il cavallo di punta,Pysi's Love,a girare nelle prove,primo ed unico finora, ripetutamente sotto i 55 secondi.Di notevole spessore anche la rappresentanza rionale nel corteo storico,con personaggi perfettamente calati nel ruolo negli splendidi costumi nati dalle abili mani della sarta rionale Maria Montanari.

Alfiere con bandiera rionale

Lo Stemma:

Un albero di gelso su campo verde

Corporazioni:

Tipografi - Incisori - Orafi - Scrivani

C'è ruggine con:

Cassero - Ammanniti

Sede:

via C. Antonietti

Taverna:

via C. Antonietti

Nome della taverna:

Le Cantine del Gelso

Nome di battaglia Cavaliere:

Generoso

Binomio attuale:

Matteo Martelli su Catalifi

La stanza dei Palii: