Ammanniti

La storia più antica ...

L’origine del nome Ammanniti deriva dal termine Ammannati, ovvero pronti a difendere il territorio. In altri tempi si è pensatoto ad un’altra ipotesi che relega l’origine del nome dal termine “ad Magnum” vicino a San Manno, chiesa e ponte che sono appena fuori dalle mura, ma ormai questa teoria sembra abbandonata definitivamente. Lo stemma della contrada sono due spade incrociate in campo rosa. Confina con le contrade del Cassero, La Mora e Spada. Tra i nemici della contrada ci sono i casserini o la contrada del Cassero. La rivalità trae origine, fra le altre cose, a quando i due rioni avevano le rispettive sedi poste in palazzi confinanti. La contrada nel corso dei secoli ha integrato nei suoi confini le contrade dei Cipischi ed Isola Bella. ll rione è composto da abili artigiani che spesso riescono a sopperire alla necessità della contrada fabbricando in proprio gli accessori. Nel 1960 furono coloro che rifornirono tutti i rioni di spade, corazze ed alabarde. Piace inoltre ricordare che il rione è stato fra quelli che costruivano in casa i tamburi ed il sistema che avevano escogitato per tirare le pelli sintetiche era il migliore che vi fosse e rapidamente venne copiato da altre contrade. Fiore all’occhiello, dei rionali rosa, è la fedele ricostruzione di una carrozza seicentesca. Attualmente la contrada è fra quelle che maggiormente curano i dettagli.

... e quella recente...

Il rione dopo i primi anni in cui contendeva al rione Croce Bianca il primato delle vittorie, conobbe un lungo periodo di oblio; la contrada cercò di sopperire alla mancata competitività del rione distinguendosi con altre iniziative. Negli anni sessanta il rione si specializzò per la costruzione degli accessori per la sfilata;a cavallo degli anni settanta la contrada stupì la città rinnovando il parco bandiere. Bisogna tener presente che dopo i primi anni in cui tutte le contrade avevano molte bandiere, l'addobbo rionale era curato solamente da due contrade: lo Spada ed il Pugilli che gareggiavano fra loro per chi aveva il maggior numero di Bandiere esposte per la Giostra. L'Ammanniti, con uno sforzo economico notevole per quei tempi, riuscì ad addobbare tutta la contrada creando delle "mezze bandiere" cioè dimezzò la dimensione delle aste e dei drappi. L'effetto scenografico fu molto accattivante e rilanciò il desiderio nelle altre contrade di allinearsi. Nel 1973 ingaggiò un cavaliere Straniero e si gridò allo scandalo perchè si sussurrava che fosse stato pagato mentre i locali lo facevano gratuitamente. L'avvento del cavaliere Faentino Mario Giacomoni galvanizzò subito la contrada poichè in gara riuscì a completare l'otto di gara con un tempo inferiore al minuto, in Giostre in cui il tempo di 1'10" rappresentava la Vittoria. Nel 1981 la contrada torna di nuovo alla vittoria, ma dovrà attendere altri 10 anni per una nuova vittoria. Sul finire degli anni novanta il rione ingaggia l'ennesimo Faentino: Riccardo Conti che aveva ben figurato in altre contrade e da allora è divenuta la contrada da battere.

Gli attuali dieci rioni di Foligno

Pugilli Spada Giotti Ammanniti La Mora Cassero Morlupo Contrastanga Crocebianca Badia

Lo Stemma:

due spade incrociate in campo rosa

Corporazioni:

Ortolani - Funari - Mercanti

C'è ruggine con:

Spada - La Mora - Cassero

Sede:

Via Brunetti

Taverna:

Via Brunetti

Nome della taverna:

Locanda delli Cipischi

Palazzi nobiliari:

Palazzo Candiotti - Palazzo Vitelleschi

Nome di battaglia Cavaliere:

Gagliardo

Prossimo Palio da assegnare:

giostra della Rivincita del 2010