... quella moderna

Nel 1946, appena finita la guerra, la società di Mutuo 
Soccorso vuole solennizzare l'ottantesimo anno di 
fondazione e pertanto sta studiando qualche 
manifestazione che possa essere un modo per solennizzare 
l'avvenimento. Le proposte furono varie ma nessuna 
convinse pienamente i soci, quando il Conte Emilio De 
Pasquale, segretario dello storico Mons.Luigi Faveri, 
propose la riedizione della giuoco della Quintana. 
Benchè nei modi di dire folignate ancora esistevano vari 
modi di dire che richiamavano la statua della quintana: 
"fa lu mammocciu in piazza", a molti era totalmente 
sconosciuta la Giostra. Venne istitutoun primo Comitato 
Centrale che stilò il regolamento e provvide a diramare 
gl'inviti per le contrade. Nacque così un'brido fra la 
corsa all'anello e la Gistra della Quintana. Per i primi 
tempi non vi fu una severa ricerca storica, si pensava 
che a breve tutto sarebbe terminato. Le lance vennero 
fatte con dei lunghi bastoni di legno alla cui cima vi 
era un puntale di ferro con una rondella; se il bersaglio 
non veniva centrato ricadeva. La pista non aveva le 
attuali dimensioni, anche se era della stessa forma. 
Il cavaliere prendeva il via dalla diagonale centrale e 
passando davanti alla giuria trovava la statua e gli 
anelli, quindi completava il percorso a forma di zero e 
trovava il secondo anello, fino a terminare il tracciato 
rientrando per la diagonale che lo portava al traguardo. 
Ben presto vennero effettuati dei cambiamenti, si 
cominciò ad evidenziare gli anelli con delle cordicelle, 
venne spostata la statua al centro del campo e la 
parteza fissata davanti alla giuria. Si cambiarono le 
lance passando a quelle dell'esercito Italiano dei 
Lanceri di Montebello. Venne abolita la diagonale a vuoto 
dopo il terzo anello e la pista subì, a più riprese, dei 
restringimenti fino ad assumere le dimensioni attuali. 
Infine venne codificato che il sorteggio sarebbe servito 
solo per indicare l'ordine di partenza per la prima 
tornata mentre per le altre si sarebbe dovuto tener conto 
dei tempi impiegati cominciando da colui che aveva il 
tempo maggiore; mentre per la vittoria finale, a parità 
di punteggio, avrebbe vinto colui che avrebbe avuto la 
somma di tempo più bassa. Tutto ciò ed altro ancora hanno 
influito sulla spettacolarità della gara che prima 
viveva apaticamente le prime due carriere per infiammarsi 
solamente nella terza tornata. Oggi considerando la 
bravura dei cavalieri non è raro vedere la seconda e la 
terza carriera con un numero alto di cavalieri, per cui 
il tempo impiegato diventa un fattore importante ma non 
primario. Vi sono state giostre ove i cavalieri 
infiammavano la piazza stabilendo tempi molto bassi che 
l'avversario abbassava ulteriormente. Vi sono stati 
cavalieri che sono riusciti a fare delle gare strepitose 
con i tempi ma che nell'ultima carriera hanno compromesso 
tutto con un errore,o l' anello, o la bandierina o una 
caduta. L'errore è sempre in agguato specialmete alla 
curva palestra dove il cavaliere deve"stringere la pista" 
per non perdere dei secondi preziosi ma nella sua mano 
destra stringe un'asta di circa tre metri, se la curva 
non è impostata bene abbatte la bandierina.